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‘La notte dei cento catini’ altro non è che un originale week end di fine giugno da passare a Novafeltria, in orario serale, nel contesto di un centro storico rinnovato ma capace di recuperare momenti di partecipazione e di festa pagana e cristiana e solo apparentemente in contrasto. Infatti se da un lato la ‘notte di festa ’ vuol essere ‘ un omaggio al Solstizio, al cielo, alle stelle, alla luna e al sole, alla pura acqua che scorre, al fuoco, alle erbe e alle creature dell’universo e, sostanzialmente, all’infinita armonia della Natura’, dall’altro, sembra voler partecipare ad una sorta di ‘ realtà del primo giorno, in cui la creazione è in atto e la libertà, umana e cosmica, non ha subito le forme irrigidite del tempo che invecchia’. Ci si può quindi accingere a partecipare, quindi, ad un evento molto originale, riesumato e voluto soprattutto da un gruppo di giovani donne che, sorvolando i secoli, va a riallacciarsi alle tradizioni più antiche e per molti versi tuttora radicate del Montefeltro. Nell’occasione la festa ripropone alcuni riti, pagani questi sì, del Solstizio d’estate, con l’aggiunta di ricerche sulle ‘energie’ delle erbe e dei fiori. Non manca inoltre la presenza primordiale e magica della ‘strega’, che qui, nel Montefeltro, ‘non si brucia ma vola’.
La ricorrenza del Solstizio combacia, si sa, da molti secoli, con quella di San Giovanni, la cui guazza notturna, seconda una credenza ancora molto diffusa, ‘benefica uomini e animali’. Per questo gli organizzatori della ‘Notte dei cento catini’ invitano a mettere ‘ petali di fiori insieme all’erba della Madonna a bagno nei catini, esporli alla guazza notturna sui davanzali e usarli al mattino per abluzioni risolventi’. E ancora: ‘prendere dodici spighe di grano, legarle con un fiocco rosso ed esporle’; ‘staccare da un giovane fico due foglie, punteggiare le iniziali di due spasimanti con punteruolo di legno ed esporle alla guazza di San Giovanni fino al mattino, per poi scegliere lo spasimante segnato sulla foglia rimasta più verde’. Tanti aspetti, quindi, per dare corpo e anima ad una esperienza unica. Nel programma della ‘Notte dei cento catini’, lungo corso Mazzini e sulla piazza Vittorio Emanuele, numerosi sono i momenti palpitanti e che valgono solo se si è disposti ad una partecipazione diretta: il rito dell’acqua lustrale e delle donne bianche al bosco dei pianeti, il volo della strega, la leggenda della strega zoppa da Guaraldo e la regina delle streghe, il ballo delle streghe, la morte di Gonello. Sullo sfondo, al solito, suoni, danze e voci tradizionali di questa o d'altre aree mediterranee. Infine, cosa da non trascurare, resta sempre possibile gustare i piatti tipici locali presso il Ristorante Magda.
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